conservativa


SMALTI CLONATI

conservativa

Il nostro studio dentistico propone per le ricostruzioni dentali l'unico composito che si "illumina" come il dente.
Si tratta di un composito micro-ibrido, fotoindurente, radiopaco. E' il primo sistema al mondo con caratteristiche di fluorescenza nella dentina e opalescenza nello smalto, molto simili a quelle del dente naturale, che conferiscono al restauro qualità estetiche paragonabili a quelle dei moderni sistemi ceramici.
La sua luminosità ha una motivazione ben precisa; infatti sotto i raggi UV reagisce allo stesso modo del dente naturale, a differenza degli altri compositi in commercio che appaiono completamente scuri.
Le masse fluorescenti sono state create sulla base di esigenze ed informazioni cliniche, per soddisfare e completare una metodica di stratificazione semplice che permetta di riprodurre fedelmente il dente naturale, esaltandone le caratteristiche di luminosità.
La metodica mette a disposizione degli smalti generici, con minor opacità della dentina ed una traslucenza tale da far trasparire la dentina sottostante senza portare ad un abbassamento del valore, gli smalti opalescenti caratterizzati da masse ad altissima traslucenza, che riproducono le opalescenze incisali interne, i bianchi intensivi utili per caratterizzare ulteriormente lo smalto di superficie e inseribili nel contesto dello smalto generico, consentendo di soddisfare anche le esigenze estetiche più estreme.

rIMOZIONE DELLE VECCHIE OTTURAZIONI IN AMALGAMA, PERCHÈ?

otturazione carie

L'amalgama è quel metallo di colore grigio comunemente chiamato piombo, utilizzato per decenni in odontoiatria come principale materiale da otturazione dentale.
Essa è formata da una polvere costituita da: 52% di Mercurio e 48% da una lega a base di Argento(16%), Stagno(26%), Rame(5%) e Zinco(1%).
Ormai da tempo gli studi clinici hanno dimostrato che essa rilascia ogni giorno da 0.5 a 0.10 mg di Mercurio, in seguito ai fenomeni di abrasione, corrosione, disgregazione elettrolitica generati dai diversi metalli in ambiente salino quale la cavità orale. Anche i sali dei cibi, le acque gassate, gli acidi alimentari, ecc. accentuano la naturale disgregazione delle amalgame. I metalli rilasciati per il 50% si depositano nei tessuti cellulari inibendo processi enzimatici e metabolici del nostro corpo; l'altro 50% viene eliminato attraverso le urine e le feci e va ad inquinare l'ambiente in cui viviamo.
Il Mercurio altera le normali funzioni soprattutto del SNC (Sistema Nervoso Centrale) provocando depressioni più o meno forti, eccitazioni con violenza, timidezza o aggressività, disturbi della concentrazione; nei nervi periferici, ove esse si deposita, può generare paralisi e distruzione della mielina (distrofie e sclerosi a placche, epilessie); nelle mucose provoca riniti allergiche, asma, congiuntiviti; sono state trovate tracce del mercurio rilasciato dalle otturazioni dentali anche nel fegato, nel pancreas, nei reni, nelle parotidi, nelle ghiandole sudorifere, ecc.
I metalli pesanti sono soprattutto veleni enzimatici, in quanto essi spiazzano i coenzimi metallici e questo si evidenzia quando si scopre una carenza di Ferro, Rame, Zinco e determinano di conseguenza gravi disturbi nella funzione enzimatica e nella sintesi emoglobinica.
In Svezia (maggior produttore europeo) è stato bandito l'uso delle amalgame, in Austria essa è proibita dal 1985, in Germania (maggior consumatore) è proibita dal 1996 sulle donne incinte e nei bambini.
L'alternativa principale è costituita oggi dalle resine composite, materiale che generazione dopo generazione, ha ormai di gran lunga superato le proprietà dell'amalgama, sia estetiche che fisiche e chimiche, senza presentare caratteristiche di tossicità.
Buona norma sarebbe perciò rimuovere, se possibile, ogni tipo di metallo presente nella bocca, in favore dell'estetica e della salute generale del nostro organismo.

COMPOSITI SDR

compositi sdr

SDR è il composito fluido di ultimissima generazione usato presso la nostra struttura. Si tratta di un monocomponente, contenente fluoro, posizionabile in massa, fotopolimerizzabile e radiopaco per restauri.
I compositi fluidi SDR, Smart Dentin Replacement, sono i primi e unici compositi che consentono un posizionamento in massa ( fino a 4 mm ) unito a una straordinaria capacità di adattamento alla cavità.
Dopo l'applicazione di SDR ci sarà bisogno di un solo strato di composito universale, semplificando e velocizzando la procedura di restauro fino al 40%.
La formula brevettata di SDR consente una polimerizzazione controllata in quanto SDR contiene un modulatore di polimerizzazione che controlla la formazione del reticolo di polimeri compensando l'effetto della contrazione volumetrica con una riduzione sensibile dello stress (forza esercitata sulle pareti della cavità) e risolvendo il problema dell'"effetto ventosa", causa frequente del dolore post otturazione tipico dei compositi tradizionali.

RICOSTRUZIONI PERSONALIZZATE E RIMOVIBILI

Per i pazienti più stravaganti sono disponibili oggi ricostruzioni dentali rimovibili.
Esse vengono praticate attraverso l'utilizzo di resine composite stratificate per addizione, in grado di caratterizzare la superficie dentale modificandone forma e colore.

Sfumature dello smalto tendente al blu, canini a punta da vampiro, sono solo alcuni esempi di come talvolta la fantasia possa incontrare la realtà, senza pregiudizi, senza danneggiare la salute dei nostri denti ed in modo totalmente reversibile.

DESENSIBILIZZAZIONE DENTALE CON IL LASER

In caso di ipersensibilità dentale il laser a diodi viene utilizzato per dare una completa desensibilizzazione dopo una sola seduta.
La cosiddetta sensibilità è influenzata da diversi fattori: anatomici (anomalie dello smalto), patologici (traumi, abrasioni a livello dei colletti dentari), o iatrogeni (chirurgia parodontale resettiva).
Il trattamento con prodotti a base di ossalato ferrico o di altre sostanze spesso non risulta efficace e duraturo, soprattutto nei casi più complessi.
La desensibilizzazione laser, invece, sfruttando l’effetto perfettamente fototermico del raggio, consente di ottenere una fusione superficiale della componente proteica della dentina e quindi la definitiva chiusura dei tubuli dentinali.

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